Competenze e cittadinanza digitale

Diventare digitalmente competenti è essenziale per consentire alle ragazze e ai ragazzi di partecipare efficacemente a una società e a un’economia digitalizzate; non dedicarsi a queste competenze rischia di aggravare il divario digitale e perpetuare le disparità esistenti. La competenza digitale implica l’utilizzo in maniera sicura, critica e responsabile delle tecnologie digitali per l’apprendimento, al lavoro e nella partecipazione alla società.

Il progetto

Il progetto originale di LOE presenta una modalità innovativa per introdurre l’educazione digitale, a partire da una classe prima di scuola primaria, in modo efficace e coinvolgente. Il percorso produce ottimi risultati relativi sia alle conoscenze che alle competenze digitali degli alunni ma per una seria formazione all’utilizzo dello strumento digitale è fondamentale costruire un percorso strutturato nel quotidiano delle attività didattiche sin dalla classe prima. Solo in questo modo, al termine del percorso dei 5 anni, potremo affermare di aver consegnato ai nostri alunni una educazione digitale consapevole.

Obiettivi

AlfaBit Digitale punta all’acquisizione di una nuova visione di integrazione del digitale all’interno del percorso scolastico partendo già dalla classe prima della scuola primaria. Nello specifico gli obiettivi del progetto sono: saper analizzare il proprio contesto scolastico per costruire un patto educativo con le famiglie coerente con il territorio di appartenenza; saper organizzare la propria aula al fine di renderla adatta all’utilizzo di strumenti analogici e digitali; saper collaborare a distanza usando strumenti oggi di uso comune come ad esempio la suite di Goolge (documenti e presentazioni) essere in grado di costruire una cornice di senso adatta all’inserimento dell’educazione digitale in modo equilibrato e armonioso.

Il patto educativo con le famiglie

Il primo passo previsto all'interno del progetto non riguarda gli studenti ma il tema fondamentale della gestione del rapporto scuola/famiglia. Tale rapporto deve essere costruito attraverso azioni continue di comunicazione e trasparenza nelle azioni didattiche affinché si crei una salda relazione di fiducia. Necessaria diventa quindi la scrittura di un patto educativo nel quale si comunica in modo semplice, ma efficace, il percorso che si intraprenderà durante l’anno scolastico.

Il punto di vista di Kosmé De Maria, ideatrice del progetto

Questo progetto nasce già nel 2017 quando ancora non aveva neanche un nome. Alfabit Digitale è un metodo che ho strutturato in questi anni, dopo una lunga formazione, per inserire in modo armonico ed equilibrato l’educazione consapevole all’utilizzo del digitale nella scuola Primaria. Da tempo notavo infatti che lo strumento digitale fosse inserito nella scuola primaria con un ruolo poco adatto al suo reale utilizzo e per nulla sfruttato nelle sue potenzialità. Siamo soliti pensare che la scuola non si debba occupare dell’educazione digitale, in modo sistematico, nella scuola primaria, invece ritengo il contrario, anche perché, in modo contraddittorio, alla fine della terza classe della scuola secondaria di primo grado viene richiesta la realizzazione di una tesina realizzata su Power Point o altro programma di presentazione senza aver mai insegnato ai nostri studenti a: scrivere utilizzando una tastiera del PC; utilizzare programmi di presentazioni; ricercare immagini da inserire nella tesina in modo sicuro e libere da copyright; scegliere i font più adatti al contesto; realizzare una presentazione efficace; Questo è solo uno dei molteplici esempi di come la scuola, da un certo punto in poi, richieda delle competenze e delle conoscenze senza, di fatto, averle mai insegnate in precedenza.

Il Piano Nazionale Scuola Digitale

Il PNSD afferma “È fondamentale partire dai giovanissimi, per almeno due ragioni: primo, anticipare la comprensione della logica della Rete e delle tecnologie, proprio perché l’avvicinamento alle tecnologie stesse avviene prima, a partire dal contesto familiare; secondo, preparare da subito i nostri studenti allo sviluppo delle competenze che sono al centro del nostro tempo, e saranno al centro delle loro vite e carriere…” A livello legislativo quindi abbiamo un piano nazionale di riferimento, ma nessuno si è mai interrogato sulla modalità con cui poter far interagire analogico e digitale in modo tale che lo strumento digitale venga ad essere riconosciuto come uno strumento naturale per il bambino durante i suoi 5 anni di scuola primaria e non relegato all’interno di laboratori di informatica che creano un distacco fisico tra gli studenti e un ipotetico PC. Il metodo AlfaBit, attraverso il BYOD, vuole superare tutto questo al fine di educare degli studenti ad un utilizzo consapevole del Computer sin dal primo anno di scuola Primaria.

Gli studenti e le competenze acquisite

Attraverso delle tappe ben definite e inserite in una cornice di senso adatta a ogni anno di scuola primaria infatti i bambini imparano: a scrivere usando la tastiera; a utilizzare Documenti di Google; a realizzare storie su Story Jumper; a creare degli e-book; a organizzare il lavoro sul proprio Drive di Google; a creare delle mappe concettuali su Padlet; a conoscere le varie tipologie di font e a come poterle abbinare; a saper realizzare una presentazione di un argomento con Adobe Spark; a saper ricercare e scaricare le immagini da Pixabay o Unsplash; a essere in grado di modificare le immagini con Remove Bg o Canva; a creare dei propri avatar per proteggere la propria privacy; a ideare fumetti con Pixton; ad aprire e gestire un canale Youtube di classe; a programmare delle Applicazioni con Thunkable; a creare delle escape room con Genial.ly; a creare delle presentazioni efficaci con Prezi; a ricercare, in modo corretto, le informazioni sui motori di ricerca; a riconoscere le fake news; e potrei continuare ancora per molto poiché le abilità che si acquisiscono con questo metodo sono davvero molteplici e tutte inserite, in modo armonico, all’interno dei percorsi educativi tradizionali dei 5 anni della scuola Primaria.

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