Articolo redatto da Marta Rini – Psicopedagogista ed esperta in linguaggi STEAM.
L’intelligenza artificiale entrerà nella vita dei bambini prima ancora che nelle scuole.
Le famiglie inizieranno a farne uso quotidiano, gli strumenti diventeranno sempre più accessibili e il tema diventerà inevitabilmente parte del contesto educativo.
La domanda non è quindi se la scuola dell’infanzia debba occuparsi di AI, ma come farlo in modo pedagogicamente fondato.
Riformulando questo concetto, nel segmento 0-6, l’obiettivo non è quello di insegnare ai bambini ad utilizzare strumenti di intelligenza artificiale, ma aiutare gli insegnanti a comprendere come l’AI possa sostenere la progettazione educativa, mantenendo centrale l’esperienza analogica, corporea e relazionale.
L’innovazione non coincide con l’introduzione precoce della tecnologia, ma con la capacità di governare il cambiamento mantenendo intenzionalità pedagogica.
L’AI nello 0-6: una questione pedagogica, non tecnologica
Nel nido e nella scuola dell’infanzia l’apprendimento avviene principalmente attraverso:
- esperienza corporea
- relazione
- gioco simbolico
- narrazione
- esplorazione concreta
Le neuroscienze evidenziano come nei primi anni di vita il cervello costruisca le proprie reti neurali attraverso l’interazione diretta con l’ambiente e con le persone (Shonkoff & Phillips, 2000) e pertanto l ’esperienza mediata da uno schermo non può sostituire:
- la manipolazione
- il movimento
- la relazione
- la scoperta sensoriale
Per questo motivo l’AI non viene proposta come strumento da utilizzare direttamente con i bambini, ma come strumento di progettazione dell’adulto.
In sintesi l’AI può supportare la qualità della regia educativa, senza sostituirsi alla relazione.
L’AI come architettura narrativa
Uno degli utilizzi più interessanti dell’intelligenza artificiale nella fascia 0-6 riguarda la possibilità di sostenere la costruzione di ambienti narrativi coerenti.
I bambini apprendono attraverso la narrazione.
Le storie permettono di:
- organizzare l’esperienza
- costruire significati
- creare connessioni
- sostenere motivazione
- favorire memoria
Secondo Bruner (1990), il pensiero narrativo rappresenta una delle principali modalità attraverso cui il bambino costruisce conoscenza. L’AI può, quindi, supportare l’adulto nella progettazione di:
- personaggi guida che possano diventare compagni annuali
- micro-trame educative
- missioni narrative
- ambienti simbolici coerenti
L’esperienza del bambino resta concreta, ma la progettazione può diventare più ricca e strutturata.
Continuità narrativa e motivazione
Quando la progettazione educativa è sostenuta da una cornice narrativa coerente, aumenta la motivazione del bambino.
Un personaggio guida permette di:
- creare attesa
- favorire continuità
- sostenere coinvolgimento
- rendere visibili gli apprendimenti
La narrazione diventa una struttura che organizza l’esperienza e l’AI può supportare l’adulto nella costruzione di:
- biografie narrative dei personaggi
- messaggi simbolici
- micro-missioni educative
- domande riflessive
Il focus resta sempre pedagogico e la tecnologia resta invisibile al bambino.
Escape room educative e problem solving cooperativo
Un altro ambito in cui l’AI può supportare la progettazione educativa riguarda la strutturazione di esperienze di problem solving cooperativo, come le escape room educative.
Le escape room permettono di attivare:
- cooperazione
- negoziazione
- pensiero logico
- regolazione emotiva
- flessibilità cognitiva
Secondo Diamond (2013), le attività che integrano sfida cognitiva e coinvolgimento emotivo favoriscono lo sviluppo delle funzioni esecutive.
L’AI può sostenere l’adulto nella progettazione della sequenza narrativa:
- definizione della trama
- costruzione delle prove
- gradazione della difficoltà
- adattamento per età diverse
Così l’esperienza resta concreta, ma la progettazione diventa più intenzionale.
Personalizzazione e inclusione
Uno dei contributi più interessanti dell’AI riguarda la possibilità di supportare la personalizzazione linguistica e l’inclusione.
L’AI può aiutare l’adulto a:
- semplificare testi
- adattare consegne
- variare livelli di complessità
- costruire versioni plurilingue
- generare alternative comunicative
Questo permette di rendere l’esperienza più accessibile per tutti i bambini, sempre con supervisione professionale dell’insegnante.
Documentazione narrativa aumentata
La documentazione educativa rappresenta uno strumento fondamentale nella pedagogia 0-6.
Permette di:
- rendere visibili i processi di apprendimento
- costruire memoria pedagogica
- condividere con le famiglie
- riflettere sulle pratiche educative
L’AI può supportare l’organizzazione delle osservazioni e la strutturazione di restituzioni più chiare e coerenti. Non sostituisce lo sguardo educativo, ma ne facilita la rielaborazione.
La competenza professionale resta centrale.
Attività possibili nella scuola dell’infanzia
Il personaggio guida annuale
L’insegnante costruisce un personaggio simbolico che accompagna il percorso educativo.
Il personaggio può:
- porre domande
- proporre missioni
- introdurre esperienze
- favorire continuità narrativa
L’AI può supportare la costruzione della biografia del personaggio.
Micro-missioni narrative
Il personaggio propone piccole sfide simboliche:
- una ricerca
- un indizio
- un messaggio
- una scoperta
La narrazione sostiene la motivazione.
Escape room educativa 3–6
Percorso cooperativo con prove graduate e obiettivi di:
- problem solving
- cooperazione
- pensiero logico
L’AI può supportare la struttura narrativa della sequenza.
Atelier narrativo
Le produzioni dei bambini diventano parte della storia della sezione.
L’esperienza simbolica diventa memoria condivisa.
Documentazione narrativa
Le osservazioni vengono riorganizzate in forma narrativa per restituire il senso del percorso.
Le famiglie comprendono meglio il valore delle esperienze educative.
Perché questo approccio è innovativo
Molte proposte sull’intelligenza artificiale si concentrano sull’utilizzo diretto degli strumenti digitali.
Nel segmento 0-6 questo approccio può risultare non coerente con i bisogni evolutivi del bambino.
Il modello proposto da Officina Educativa introduce un cambio di prospettiva:
l’AI non è uno strumento per il bambino, bensì è uno strumento per la progettazione dell’adulto
Questo permette di:
- mantenere centralità del corpo e della relazione
- arricchire la qualità della progettazione educativa
- sostenere inclusione e personalizzazione
- rafforzare la coerenza narrativa annuale
- supportare documentazione pedagogica
L’innovazione non è introdurre tecnologia nella relazione educativa.
È mantenere intenzionalità educativa in un mondo che cambia.
AI e professionalità docente
Integrare l’AI nella progettazione educativa significa valorizzare la professionalità docente.
L’insegnante resta:
- regista
- mediatore
- osservatore
- ricercatore
La tecnologia non sostituisce la competenza pedagogica.
Può però ampliarne le possibilità.
Una posizione pedagogica chiara
Non insegniamo ai bambini a usare l’intelligenza artificiale.
Insegniamo agli adulti a non subirla.
Perché innovare non significa seguire la tecnologia, significa saper scegliere come utilizzarla per sostenere lo sviluppo del bambino: con consapevolezza, intenzionalità e responsabilità.
| Riferimenti normativi: Intelligenza Artificiale e scuola L’introduzione dell’Intelligenza Artificiale nel contesto educativo è oggi oggetto di attenzione da parte del Ministero dell’Istruzione e del Merito (MIM), che ha avviato azioni specifiche per accompagnare le scuole verso un utilizzo consapevole, etico e pedagogicamente fondato delle nuove tecnologie. Le Linee guida ministeriali sull’Intelligenza Artificiale sottolineano la necessità di: sviluppare competenze critiche e consapevoli nel personale scolastico; promuovere un utilizzo etico e responsabile delle tecnologie; sostenere la progettazione didattica attraverso strumenti innovativi; evitare utilizzi impropri o non coerenti con i bisogni evolutivi degli studenti; mantenere centralità della relazione educativa. Nel 2026 il MIM ha inoltre previsto specifici finanziamenti per la formazione del personale scolastico sull’Intelligenza Artificiale, con l’obiettivo di creare snodi formativi territoriali capaci di diffondere buone pratiche didattiche e sostenere l’innovazione metodologica. Le indicazioni ministeriali evidenziano che: l’Intelligenza Artificiale non rappresenta un fine, ma uno strumento; la competenza professionale docente resta centrale la tecnologia deve essere integrata in modo coerente con l’età degli studenti. Nel segmento 0-6, in particolare, è fondamentale garantire: centralità dell’esperienza corporea; apprendimento attraverso il gioco e la relazione; supervisione costante dell’adulto; coerenza con i bisogni evolutivi del bambino. L’approccio proposto da Officina Educativa si inserisce pienamente in questa prospettiva, promuovendo un utilizzo dell’AI come supporto alla progettazione educativa, senza anticipare l’esposizione diretta dei bambini alla tecnologia. L’innovazione didattica, secondo le indicazioni ministeriali, deve sempre mantenere come riferimento il benessere e lo sviluppo globale del bambino. |

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